Nov 15

Non è ancora il momento della profetica “ultima copia”, ma pare che il flusso degli eventi porti in quella direzione… l’osservazione non è casuale ma frutto di analisi e studi sull’andamento delle pubblicità/vendite su carta e online: le società sono pronte a cambiare le loro strutture interne per adattarsi ad un mondo in continuo cambiamento.

Il New York Times si dice pronto a ristrutturare il proprio organico dopo i disastrosi risultati dell’iultima trimestrale, che vede i ricavi pubblicitari sulla carta stampata in caduta libera (-16%) contro quell’i dell’online in salita (+6%) ma non necessari a colmare i buchi prodotti. Il colosso non è l’unico big dell’editoria a muoversi in questa direzione ed anche un classico come The Christian Science Monitor decide addirittura di abbandonare la carta per passare solo all’online.

Il punto dolente di tutto ciò sono i licenziamenti, iniziati da lunedì presso il Los Angeles Times con 75 dipendenti, seguiti martedì da Gannett (Usa Today il suo quotidiano di maggior rilevanza) con 3000 unità.

La situazione non rosea anche per i magazines: Time Inc., editore dell’omonimo settimanale e di un centinaio di altre pubblicazioni a livello mondiale, nelle prossime due settimane presenterà la lettera di dimissione a 600 impiegati.

Nov 6

Microsoft forse lo ha capito: il prossimo Windows OS funzionerà anche sui computer meno potenti, proprio all’opposto del pesante Vista. Apporterà anche alcune innovazioni, che meglio di Vista sapranno interpretare le nuove esigenze dei consumatori. È quanto ha promesso Microsoft, presentando Windows 7, il successore di Vista. Uscirà a gennaio 2010, anche se già dal prossimo anno gli utenti potranno testarlo in versione beta.

Windows 7 è stato presentato durante la Professional Developer Conference 2008, a Redmond (Stati Uniti) e la prima cosa che è balzata agli occhi dei commentatori è che Windows 7 avrà soprattutto il compito di rimediare agli innumerevoli errori di Vista, troppo esigente… ebbene, Windows 7 potrà funzionare anche su computer di bassissimo livello: come i Netbook. Adattando le proprie funzioni a seconda delle caratteristiche del pc dov’è installato (lo fa anche Vista, ma Windows 7 promette massima flessibilità). Il che vuole andare incontro all’emergente fenomeno dei computer super economici. L’errore principale di Vista è di essere uscito in controtendenza rispetto a questi sviluppi.



Altre novità che saranno introdotte in Windows 7 sono invece la cartina tornasole delle ultime mode in fatto di uso della tecnologie. Servono quindi anche da specchio per capire come evolvono le abitudini degli utenti. Il nuovo OS permetterà un uso più libero dei widget, ora bloccate solo in una porzione dello schermo: il che riflette la crescente integrazione tra i computer personali e le risorse di Internet. Windows 7 supporterà il multi-touch, cioè la possibilità di gestire il pc attraverso il tocco di una o più dita.

In verità, sono novità già presenti nei sistemi operativi Apple; ma è solito di Microsoft far sperimentare gli altri e poi far proprie quelle funzioni che si rivelano nel tempo le più interessanti per un pubblico di massa. Così, altre caratteristiche di Windows 7 assecondano la crescente popolarità dei computer portatili (la funzione “homegroup” consente di spostare con facilità il pc dalla rete domestica a quella dell’ufficio). ”Libraries” renderà più facile l’uso di foto, video e musica su terminali e computer diversi nella casa (è un’evoluzione delle caratteristiche da media center già presenti in Vista). Il che sposa la tendenza dell’utente di circondarsi, sempre più, di contenuti multimediali, fruiti attraverso una molteplicità di dispositivi.



Resta da vedere se il nuovo Windows sarà davvero al passo con i tempi o se, un po’ come Vista, non saprà cogliere appieno le nuove tendenze. Molti concorrenti di Microsoft infatti, come Google e Yahoo!, stanno scommettendo su sistemi operativi tutti basati sul web. Microsoft per ora segue queste novità da lontano, ma non le ignora, di qui l’uscita del primo Office web-based. Una versione gratuita e ridotta di Office, accessibile dal browser: risposta ad analoghe applicazioni web lanciate da Google e molti altri (tra cui Zoho).