Nov 15

Non è ancora il momento della profetica “ultima copia”, ma pare che il flusso degli eventi porti in quella direzione… l’osservazione non è casuale ma frutto di analisi e studi sull’andamento delle pubblicità/vendite su carta e online: le società sono pronte a cambiare le loro strutture interne per adattarsi ad un mondo in continuo cambiamento.

Il New York Times si dice pronto a ristrutturare il proprio organico dopo i disastrosi risultati dell’iultima trimestrale, che vede i ricavi pubblicitari sulla carta stampata in caduta libera (-16%) contro quell’i dell’online in salita (+6%) ma non necessari a colmare i buchi prodotti. Il colosso non è l’unico big dell’editoria a muoversi in questa direzione ed anche un classico come The Christian Science Monitor decide addirittura di abbandonare la carta per passare solo all’online.

Il punto dolente di tutto ciò sono i licenziamenti, iniziati da lunedì presso il Los Angeles Times con 75 dipendenti, seguiti martedì da Gannett (Usa Today il suo quotidiano di maggior rilevanza) con 3000 unità.

La situazione non rosea anche per i magazines: Time Inc., editore dell’omonimo settimanale e di un centinaio di altre pubblicazioni a livello mondiale, nelle prossime due settimane presenterà la lettera di dimissione a 600 impiegati.

Ott 30

Forse è la volta buona, forse oltre ad Alitalia e i rifiuti in campagna, il “buon” governo di destra risolverà un altro scandalo tutto made in Italy. Ci siamo liberati di Rutelli e di tutti i soldi che ci ha mangiato sopra e ora sembra che lo scandalo chiamato Italia.it si avvii a diventare qualcosa di serio, l’annuncio è del sottosegretario al turismo Michela V. Brambilla: “La versione web 2.0” – ammesso che sappia che voglia dire – “farà dimenticare la storia tragicomica che afflisse la prima edizione”.

Riassumo in breve la storia, per chi non ci avesse fatto due risate sopra: il portale nacque per promuovere l’immagine ed il turismo dell’Italia nel mondo… e perché ora non c’è più?? Perché poco dopo la sua apparizione sul web, qualcuno (dotato di senso del pudore) decise di rimuoverlo. Contenuti scadenti, grafica oscena, qualità bassissima, appeal inesistente… insomma un pasticcio made in Italy, costato 50 milioni di euro!!!!!!!!! Per chi volesse fare due risate (ma di gusto questa volta), allego il video di introduzione, firmato Rutelli…

 

 

Tutto ciò fino all’apparizione del fantastico ministro Brunetta che, in collaborazione con Michela V. Brambilla, ha deciso di riesumarlo, modificarlo e riproporre un servizio nuovo e unico.

Il sito, insieme alla proposta turistica fine a se stessa, avrà anche funzioni commerciali: attraverso le sue pagine, sarà possibile acquistare biglietti aerei, prenotare hotel, posti a teatro e così via. Quando sarà mostrato il progetto, per via ufficiale, sarà fatta chiarezza sui costi che lo Stato dovrà sostenere per rilanciare il portale. Un aspetto che, in tempi di crisi come quelli in atto, assume un’importanza primaria.  

Da italiano faccio due semplici commenti, ma di grande effetto: primo… speriamo che vada così, secondo… per la versione precedente… no comment…

Ott 28

Un passo avanti verso “le macchine che ragionano come l’uomo” se non addirittura meglio… vi azzardereste mai a chiedere l’età ad una signora?? Direi di no, provereste piuttosto a stimarla voi con risultati però approssimativi se non addirittura completamente errati.  Ed è qui che, come da rivoluzione informatica, entrano in gioco i computer ed in particolare un nuovo ingengoso software della University of Illinois che promette di stimare lì’età di una persona (range da 1 a 93) analizzandone i tratti somatici del viso.

I ricercatori hanno isolato delle particolari caratteristiche “che non hanno misteri” riguardo all’età e le hanno inserite in un sistema complesso basato su una rete decisionale, di fondamentale importanza: l’espressione, il sesso, le origini etniche, tutti elementi che giocano un ruolo importante nell’analisi dell’immagine.

Il training del sistema è stato eseguito su 1.600 immagini di volti, ma il perfetto apprendimento non è stato raggiunto e si possono ottenere risultati migliori inserendo nuove immagini di training.

Ma semplice curiosità?? No, non è così: dai minorenni che verranno così stoppati avvicinandosi ai distributori automatici per comprare le sigarette, agli adolescenti che tentando di entrare in un locale per bere alcolici si sentiranno rispondere di no, dopo il verdetto del computer. O ancora, ai bambini che non potranno accedere a siti web inadeguati, con contenuti da adulti, grazie a questo ulteriore strumento di parental control.

Come di moda negli ultimi tempi, qualcuno solleva problemi riguardo la privacy… “e te pareva”, ma Thomas S. Huang, uno degli ingegneri, si difende bene “Tutto ciò si potrà effettuare senza violare la privacy di nessuno. Il software non identifica nessuno, indovina solo l’età delle persone”. Di questi problemi di privacy non se ne può veramente più, la nostra intimità viene violata continuamente ed in diversi modi, ma negli ultimi anni pare che solo nel mondo digitale ci sta così a cuore. Questa ossessione finirà per rallentare il processo di sviluppo tecnologico!

Ott 23

Si chiama Lance Atkinson, il nome non vi dirà nulla, ma è il più grande esperto al mondo di spam… gran bel titolo di cui forgiarsi!!!! E’ stato individuato pochi giorni fa a Pelican Waters nel Queensland (Australia) e, stando alla Federal Trade Commission statunitense sarebbe il più pericoloso pirata informatico in circolazione… insomma, per farla breve, un 26 enne capace di inviare 10 miliardi di e-mail indesiderate al giorno, o meglio 115.741 al secondo. Tantissime, no, un’enormità secondo la SpamHaus (società di ricerca che da anni analizza il fenomeno), circa un terzo dello spam mondiale.

Adesso lo stanno cercando un po’ tutti, dalla polizia federale australiana al Federal Bureau of Investigation americano, fino al Dipartimento degli Affari Interni neozelandese. Ma, secondo quanto riportato dal The Sydney Morning Herald, Lance Atkinson sarebbe scappato senza lasciare tracce fin da giovedì scorso. In realtà per la Federal Trade Commission è una vecchia conoscenza. 

Già nel 2005, quando aveva solo 23 anni, gli era stata appioppata una multa da due milioni e 200 mila dollari mai pagata per aver dato vita un altro sistema simile da dove partivano milioni e milioni di mail che pubblicizzavano prodotti di erboristeria. Alla multa della Federal Trade Commission vanno aggiunti i 176 mila dollari americani richiesti dal Dipartimento degli Affari Interni neozelandese per aver inondato le caselle di posta dei suoi compatrioti con due milioni di messaggi al giorno. Parecchi in un Paese abitato da quattro milioni e mezzo di persone.

Questa volta però Atkinson ha superato se stesso. Il tutto grazie a una rete di computer zombie, controllati a distanza all’insaputa dei legittimi proprietari, che contava circa 35 mila unità sparse fra la Nuova Zelanda, l’India, la Cina e gli Stati Uniti. In base ai dati raccolti dalla Sophos, azienda specializzata negli anti virus, ormai il 90 percento delle mail indesiderate a livello mondiale provengono da pc del genere. E non è facile rintracciare i responsabili perché queste reti di computer, chiamate comunemente botnet, si attivano per pochi secondi e scompaiono dal Web dopo aver inviato il loro carico di messaggi di posta elettronica. 

Ott 7

I blog… ne state leggendo uno in questo momento, tutti li osserviamo quotidianamente e molti di noi lo posseggono… ma quanto può valere un bel blog? Probabilmente questo che state leggendo vale meno di un pacchetto di Vigorsol, diverso è il discorso per un blog ben fatto, settoriale e con una community alla base, come Bankaholic.com, blog appena acquisito dal servizio di news finanziarie Bankrate per la cifra approssimativa di 15 milioni di dollari.

 


Ma cosa rende questo blog speciale? Bankaholic è il tipico blog che può rappresentare valore ai colossi editoriali, è snello (peraltro gestito da un unico blogger), focalizzato e soprattutto con un bacino di utenti molto specifico. Il valore del blog è proprio dato da tale community che è molto focalizzata e interessata al tema: l’ideale per pubblicità targeted.

Il blog è un formato che si sta evolvendo col tempo e si sta trasformando da diario personale aperto a tutti a forma editoriale online e mezzo di comunicazione verso un pubblico narrow. Così come recentemente un colosso come The Guardian ha investito più di 30 milioni di dollari per acquistare il blog PaidContent: blog autorevole e sempre aggiornato riguardo l’industria dei media online.

Ott 3

Da esperto in tecnologia spesso mi hanno posto domande strane, ma mai come quelle rivelate da uno studio di Robert Half, direttore di una importante azienda americana che fornisce professionisti dell’informatica, dai disegnatori di siti web fino al personale addetto al supporto tecnico. “Come faccio a far uscire il porta tazza?”, “Può disporre la mia tastiera del mio pc in ordine alfabetico?” sono solo un’idea delle 1400 domande più improbabili ricevute da oltre cento impiegati di centri assistenza statunitensi, pubblicate sul sito Robert Half Technology.

E’ quasi incredibile, ma moltissime domande riguardano il lettore cd, viene scambiato per qualsiasi altra cosa ma altre domane sono veramente imbarazzanti: “Perché il mio mouse senza fili non è attaccato al computer?”, oppure, “Il mio portatile è stato investito da un camion. Secondo lei cosa dovrei fare?”, ma anche, “Come faccio a leggere le mie e-mail?” e infine “Il mio computer mi dice di premere un tasto qualsiasi per continuare? Dove si trova il tasto qualsiasi?”. Nella classifica delle domande più strane sono queste che si piazzano nella top ten. Seguono altre insospettabili richieste come: “Lei potrebbe resettare Internet al posto mio?”, o, “Ci sono dei biscotti a forma di animaletto nel mio lettore cd. Cosa faccio?”, per finire con “Salve, mi potrebbe costruire un robot?”.

Dalla ricerca risulta che le persone pensano che chi lavori con i computer sappia fra qualsiasi cosa sia inerente alla tecnologia, e da lì domande che esulano dal contesto informatico: “Potrebbe installare lo stereo nella mia auto?”, “Può riparare la mia macchina da scrivere?”, “Quando ci mette a cuocere una patata nel forno a microonde?”. E ancora. “Mia figlia è rimasta chiusa in bagno. Potrebbe venire ad aprire la porta?”, “Quali sono le previsioni del tempo per il prossimo anno?”, “Lei è in grado di riparare la mia moto?”.

Al di là dell’aspetto ludico e curioso della ricerca, lo studio ha anche un ben preciso scopo: capire quali dovrebbero essere le conoscenze essenziali di un ufficio informazioni e supporto tecnico. Katherine Spencer, direttore esecutivo della Robert Half Technology dichiara: “La ricerca ha fatto emergere nuove esigenze per il settore: ora sappiamo che un impiegato del servizio di assistenza non deve solo essere preparato ma anche dimostrare doti di pazienza, empatia e senso dello humour”.

Alcune domande hanno rivelato poi problemi più profondi, quasi di disagio personale, come: “Come posso bloccare la ricezione delle e-mail inviate dal mio dottore?”, “Come posso non ricevere le e-mail il venerdì?” o “Come posso istallare la tv via cavo sul mio portatile?”.

Sembra impossibile che possano essere state poste domande come quelle citate in questo articolo, ed invece la ricerca è affidabile e da considerarsi seria. Forse bisognerebbe conoscere un po’ di più la tecnologia che ci circonda, e magari avere un filo più di rispetto per quelli che stanno dall’altra parte del cavo!