Nov 6

Microsoft forse lo ha capito: il prossimo Windows OS funzionerà anche sui computer meno potenti, proprio all’opposto del pesante Vista. Apporterà anche alcune innovazioni, che meglio di Vista sapranno interpretare le nuove esigenze dei consumatori. È quanto ha promesso Microsoft, presentando Windows 7, il successore di Vista. Uscirà a gennaio 2010, anche se già dal prossimo anno gli utenti potranno testarlo in versione beta.

Windows 7 è stato presentato durante la Professional Developer Conference 2008, a Redmond (Stati Uniti) e la prima cosa che è balzata agli occhi dei commentatori è che Windows 7 avrà soprattutto il compito di rimediare agli innumerevoli errori di Vista, troppo esigente… ebbene, Windows 7 potrà funzionare anche su computer di bassissimo livello: come i Netbook. Adattando le proprie funzioni a seconda delle caratteristiche del pc dov’è installato (lo fa anche Vista, ma Windows 7 promette massima flessibilità). Il che vuole andare incontro all’emergente fenomeno dei computer super economici. L’errore principale di Vista è di essere uscito in controtendenza rispetto a questi sviluppi.



Altre novità che saranno introdotte in Windows 7 sono invece la cartina tornasole delle ultime mode in fatto di uso della tecnologie. Servono quindi anche da specchio per capire come evolvono le abitudini degli utenti. Il nuovo OS permetterà un uso più libero dei widget, ora bloccate solo in una porzione dello schermo: il che riflette la crescente integrazione tra i computer personali e le risorse di Internet. Windows 7 supporterà il multi-touch, cioè la possibilità di gestire il pc attraverso il tocco di una o più dita.

In verità, sono novità già presenti nei sistemi operativi Apple; ma è solito di Microsoft far sperimentare gli altri e poi far proprie quelle funzioni che si rivelano nel tempo le più interessanti per un pubblico di massa. Così, altre caratteristiche di Windows 7 assecondano la crescente popolarità dei computer portatili (la funzione “homegroup” consente di spostare con facilità il pc dalla rete domestica a quella dell’ufficio). ”Libraries” renderà più facile l’uso di foto, video e musica su terminali e computer diversi nella casa (è un’evoluzione delle caratteristiche da media center già presenti in Vista). Il che sposa la tendenza dell’utente di circondarsi, sempre più, di contenuti multimediali, fruiti attraverso una molteplicità di dispositivi.



Resta da vedere se il nuovo Windows sarà davvero al passo con i tempi o se, un po’ come Vista, non saprà cogliere appieno le nuove tendenze. Molti concorrenti di Microsoft infatti, come Google e Yahoo!, stanno scommettendo su sistemi operativi tutti basati sul web. Microsoft per ora segue queste novità da lontano, ma non le ignora, di qui l’uscita del primo Office web-based. Una versione gratuita e ridotta di Office, accessibile dal browser: risposta ad analoghe applicazioni web lanciate da Google e molti altri (tra cui Zoho).

Ott 28

Un passo avanti verso “le macchine che ragionano come l’uomo” se non addirittura meglio… vi azzardereste mai a chiedere l’età ad una signora?? Direi di no, provereste piuttosto a stimarla voi con risultati però approssimativi se non addirittura completamente errati.  Ed è qui che, come da rivoluzione informatica, entrano in gioco i computer ed in particolare un nuovo ingengoso software della University of Illinois che promette di stimare lì’età di una persona (range da 1 a 93) analizzandone i tratti somatici del viso.

I ricercatori hanno isolato delle particolari caratteristiche “che non hanno misteri” riguardo all’età e le hanno inserite in un sistema complesso basato su una rete decisionale, di fondamentale importanza: l’espressione, il sesso, le origini etniche, tutti elementi che giocano un ruolo importante nell’analisi dell’immagine.

Il training del sistema è stato eseguito su 1.600 immagini di volti, ma il perfetto apprendimento non è stato raggiunto e si possono ottenere risultati migliori inserendo nuove immagini di training.

Ma semplice curiosità?? No, non è così: dai minorenni che verranno così stoppati avvicinandosi ai distributori automatici per comprare le sigarette, agli adolescenti che tentando di entrare in un locale per bere alcolici si sentiranno rispondere di no, dopo il verdetto del computer. O ancora, ai bambini che non potranno accedere a siti web inadeguati, con contenuti da adulti, grazie a questo ulteriore strumento di parental control.

Come di moda negli ultimi tempi, qualcuno solleva problemi riguardo la privacy… “e te pareva”, ma Thomas S. Huang, uno degli ingegneri, si difende bene “Tutto ciò si potrà effettuare senza violare la privacy di nessuno. Il software non identifica nessuno, indovina solo l’età delle persone”. Di questi problemi di privacy non se ne può veramente più, la nostra intimità viene violata continuamente ed in diversi modi, ma negli ultimi anni pare che solo nel mondo digitale ci sta così a cuore. Questa ossessione finirà per rallentare il processo di sviluppo tecnologico!

Ott 18

“La persona che stai cerando è impegnata alla guida: si prega di lasciare un messaggio o di richiamare in un altro momento”, se vi sentite rispondere questa frase chiamando un vostro amico o magari partner, non spaventatevi, starete ascoltando la voce del software DriveAssist, che mette in pratica il divieto “non parlare al conducente”. Brevettato dalla società Canadese Aegis MobilityDriveAssist è talemente equilibrato da rendersi conto di telefonate urgenti ed in tal caso permette la chiamata in arrivo.

La piattaforma riconosce la velocità con cui si muove il proprietario del cellulare, capendo se si trova in movimento su un’autovettura. DriveAssist blocca le chiamate in arrivo e può anche essere configurato per informare l’interlocutore su dove si trovi l’utente ricercato. La privacy non è violata perché è l’utente a installarlo, attivarlo, configurarlo e scegliete quali chiamate permettere.

Una domanda mi sorge spontanea… e se mi trovo a fianco del conducente?? O su un treno?? O sull’autobus?? Come DriveAssist  riesce ad interpretare queste situazioni e di conseguenza non attivarsi?? Ho cercato informazioni sul web, ma nulla in tal senso, di conseguenza il metodo con cui il software possa distinguere tali situazioni rimane poco chiaro.

Ott 17

Oggi scrivo  riguardo a Cloudera, un’interessante start-up lanciata da un gruppo di top engineers della Silicon Valley, che (in periodo di recessione) si pone l’obbiettivo di aiutare le altre società nell’adottare una promettente piattaforma software chiamata Hadoop.

 

 

Hadoop è un progetto open-source progettato per permettere agli sviluppatori di implementare e creare applicazioni basate su enormi quantità di dati. L’ambiente in cui tale piattaforma si sta sviluppando è ancora in fase embrionale ed è qui che Cloudera spera di ritagliarsi una nicchia. Cloudera aiuterà altre società in “install, configure and run” Hadoop, sia su server proprio che su hosting Amazon (EC2).

Il team è ben formato ed include Amr Awadallah (ex vice presidente Yahoo), Christoph Bisciglia (ex Google), Jeff Hammerbacher (primo Facebook data team leader) e Mike Olson.

Hadoop utilizza il framework MapReduce (introdotto da Google) che divide le applicazioni in piccoli blocchi di lavoro, creando copie multiple di blocchi di dati che vengono posizionati su vari nodi. I benefici si possono riassumere in: scalabile, economico, efficiente e reliableHadoop viene attualmente utilizzato da grosse compagnie come Yahoo.

Set 20

“Why type, when you can Swype?” Questo è lo sloga di lancio della nuovo metodo intuitive di scrittura a video figlio del medesimo inventore del famosissimo T9, Cliff Kushler. I cellulari si innovano e si passa dal tastierino a pulsanti, al tastierino a touch screen? E perché allora non considerare il T9 obsoleto e ideare un nuovo metodo di scrittura che si adatti all’evoluzione dell’input… questa è l’idea alla base del nuovo Swype presentato nel corso del TechCrunch50 di San Francisco.

Il sistema si basa sull’idea di non far più pressione su ogni singolo punto sullo schermo, ma semplicemente di tenere il dito (o pen) appoggiato e muoverlo velocemente fra le lettere, come se si dovesse scrivere, ma solamente trascinandolo. Il software traccia i vettori di movimento del dito ed è in grado di capire qual è il vocabolo swypeato dall’utente. Ovviamente a supporto di tutto ciò vi è un dizionario di matching e correzione basato su 65 mila words.

Il punto di forza del nuovo sistema è la rapidità, la demo (alla fine dell’articolo) stupisce e lo stesso inventore (forte della sua conoscenza del sistema e dell’allenamento) dichiara di riuscire a comporre ben 55 parole in meno di un minuto, velocità che farebbe gola a qualsiasi adolescente che utilizza il T9 senza neanche guardare il telefono!

Il software pare essere compatibile con tutti i sistemi anche se la sua destinazione migliore sembrerebbe essere il famosissimo iPhone, Kushler stesso ha ammesso di essere allettato da questa idea, definendo il dispositivo Apple perfetto per il suo Swype.

L’idea è molto creativa e l’invenzione pare essere ottima, in particolare il concetto di mantenere il T9 innovato ed avanzato con i tempi, qui si parla di una vera rivoluzione nella scrittura a video per chi utilizza dispositivi touch sreen! Sicuramente Swype richiederà un po’ di allenamento e pratica, molto più del precedente sistema di scrittura a video, ma l’utilità pare essere netta e sono già inclusi tutti i meccanismi di scrittura di lettere maiuscole, caratteri particolari e doppie lettere.


Set 19

Dopo qualche girono di analisi ed utilizzo, oggi mi sento pronto per parlarvi di Chrome, l’ennesima novità del team di Brin e Page che viene descritto come “un browser progettato per rendere più veloce, facile e sicuro l”uso del Web con un design minimo che non intralcia la navigazione”. Se questo è il goal posto da quelli di Google direi che ci hanno preso in pieno, anche se mi sarei aspettato qualcosa di più rivoluzionario da quei due ragazzi!

In questo nuovo browser per la navigazione non c’è nulla di sbalorditivo o innovativo, ma molti piccoli accorgimenti che possono rendere la navigazione più piacevole sia ai primi arrivati che ai più esperti. Google viene incontro a chi ha il terrore di phishing e fenomeni simili segnalando siti che potrebbero contenere codice dannoso per il pc client. Di “mai visto” c’è una funzione che permette di navigare in modo nascosto e cioè in modo che il browser non memorizzi nulla della navigazione corrente inclusi gli URL. Una cosa carina (sperando che non gravi su tempo computazionale e banda) è che all’apertura di una nuova scheda, vengono visualizzate in piccolo tutte le schede più viste o viste di recente..

 

 


 

 

La cosa che mi affascina sempre, e che era già presente nel plug-in di Google per i vari browser, è che scrivendo parte dell’URL vengono visualizzati non solo gli url già visitati, ma anche una sorta di ricerca in tempo reale su google, cioè gli url rankati per primi se la ricerca fosse quella digitata al momento nella barra degli indirizzi… nulla di innovativo, ma mi affascina sempre!

Una funzionalità avanzata su cui mi voglio soffermare è la possibilità di vedere, tramite un mini task manager, quante risorse sta impegnando ogni singola scheda, in modo da poter chiudere finestre “pesanti”.. non ce ne sarebbe bisogno se tutto il web fosse fatto ad-hoc… ma non c’è bisogno che vi dica io che siamo ben lontani da ciò.

Il nome mi sembra particolarmente azzeccato, Chrome mi fa pensare ad un qualcosa di preciso e attraente all’esterno, ed è proprio qui il punto di forza di questo nuovo browser, tante piccole funzionalità che rendono la vita nella rete più facile, ma nulla di rivoluzionario… mi aspettavo che l’innovazione geniale applicata nel ranking dei risultati della ricerca di Google anni fa, fosse in qualche modo rispecchiata in questo nuovo software e invece no, anche se non confesso che ultimamente il team di Brin e Page sta deludendo un po’ in quanto a idee innovative e rivoluzionarie, pensando invece molto a fare marketing e acquisendo società in modo da aumentare il proprio valore. Anche se, nella loro posizione, chi non farebbe ciò????

Pare che Chrome sia aperto a contributi e guardi verso sviluppi futuri, quasi a sostituire quello che utilizziamo attualmente come desktop, potrebbe essere che Google conti sull’apporto di tutti per creare un sistema veramente innovativo e rivoluzionario di navigazione web, vedremo dove si spingerà lo sviluppo di questo software!!!!

Poco c’entra con la tecnologia, ma il logo di Chrome è veramente spettacolare e in me provoca realmente un senso di eleganza e perfezione, come un qualcosa di perfetto che riveste un cuore interno. Devo fare i complimenti ai designer che hanno prodotto un oggetto di tale bellezza e “precisione”, da sottolineare anche la lucentezza che viene ricreata dal logo…